Consentire alle imprese esportatrici italiane di offrire agli acquirenti/committenti esteri dilazioni di pagamento a medio/lungo termine a condizioni e tassi di interesse competitivi, in linea con quelli offerti da concorrenti di paesi OCSE.

Scadenza        Il bando termina a esaurimento fondi

A cosa serve L’agevolazione consente alle imprese esportatrici italiane di offrire agli acquirenti/committenti esteri dilazioni di pagamento a medio/lungo termine a condizioni e tassi di interesse competitivi, in linea con quelli offerti da concorrenti di paesi OCSE.
Tipologia di agevolazione L’intervento è nella forma del contributo agli interessi su finanziamenti concessi da banche italiane o estere. La durata del credito all’esportazione deve essere uguale o superiore a 24 mesi dal “punto di partenza del credito” (spedizione/consegna o, nel caso di impianti “chiavi in mano”, collaudo preliminare). La durata massima è determinata in base agli accordi internazionali (Consensus), in relazione alla categoria del paese ed alle tipologie di operazioni.
Importo agevolabile Copre al massimo l’85% dell’importo della fornitura; una quota pari ad almeno il 15% deve essere pagata dall’acquirente per contanti. Eventuali esborsi all’estero devono essere contenuti nei limiti della quota contanti: in caso di eccedenza, l’importo del finanziamento ammissibile all’agevolazione è limitato al 100% del valore dei beni e servizi di origine italiana. Se inclusi nell’importo della fornitura, sono assimilati a merce di origine italiana: i compensi di mediazione o agenzia, nella misura massima del 5% della fornitura; i compensi corrisposti a società di commercializzazione in relazione a operazioni di contro acquisto, nella misura massima del 5% della fornitura; le subforniture di merci e servizi di origine comunitaria, nei limiti previsti dalla normativa UE (v. Circolare SIMEST).
Esportazioni agevolabili Forniture di macchinari, impianti, studi, progettazioni, lavori e servizi, nonché semilavorati o beni intermedi destinati in via esclusiva ad essere integrati in beni di investimento.
Finanziamenti ammissibili Il finanziamento può essere denominato in Euro ed in tutte le principali valute e può essere concesso dalla banca all’impresa italiana esportatrice a fronte del credito da questa accordato all’acquirente estero (credito fornitore) o direttamente alla controparte estera (credito acquirente o finanziario). Il finanziamento deve essere comunque denominato nella stessa valuta di denominazione del contratto di fornitura. Ai fini dell’ammissibilità, la garanzia assicurativa della SACE non è obbligatoria.
Tasso a carico del debitore estero (tasso agevolato) I tassi d’interesse minimi (CIRR) sono stabiliti mensilmente in sede OCSE in relazione alle differenti valute di denominazione del credito all’esportazione. Essi sono determinati sulla base delle quotazioni di titoli pubblici a medio/lungo termine a cui viene sommato un margine dell’1%. Il tasso CIRR viene fissato durante la fase di negoziazione dell’operazione o al momento della stipula del contratto con la controparte estera e resta fisso per tutta la durata del credito all’esportazione. I CIRR sono resi noti dall’Ufficio Italiano dei Cambi, e possono essere richiesti dalle imprese alle banche o direttamente alla SIMEST S.p.A. collegandosi al Sito Internet http://www.simest.it. Quanto sopra non esclude l’applicabilità di tassi agevolati diversi dal CIRR nel caso di operazioni espressamente disciplinate da accordi internazionali di settore.
Operazioni di Credito fornitore Le forme di finanziamento più frequenti sono: A – Sconto pro solvendo o pro soluto di titoli di credito I titoli di credito rilasciati dal debitore estero sono smobilizzati sul mercato interno o estero con girata piena o senza ricorso sull’esportatore. Lo sconto è effettuato a tasso fisso di mercato, con deduzione degli interessi in via anticipata ed accredito all’esportatore del netto ricavo. Su richiesta di una banca italiana intermediaria o dell’esportatore (nel caso di sconto sul mercato estero), la SIMEST corrisponde, in un’unica soluzione, un contributo in conto interessi quale differenza tra il netto ricavo degli effetti al tasso di sconto di mercato (ritenuto congruo dalla SIMEST e nei limiti ammissibili) e il valore attuale degli effetti al tasso CIRR pagato dall’acquirente estero. La misura del margine congruo riconoscibile incluso nel tasso di sconto è determinata dalla SIMEST con riferimento al rischio paese in relazione al debitore e al garante; per operazioni non assistite da garanzia SACE, è posta a carico dell’esportatore una quota del margine congruo pari al premio minimo stabilito dall’OCSE per la copertura dei rischi politici corrispondenti al paese del debitore/garante. Quanto previsto per i titoli di credito si applica anche allo smobilizzo di crediti assistiti da lettere di credito irrevocabili, da lettere di garanzia irrevocabili e autonome, da lettere di credito “stand-by” irrevocabili. B – Finanziamento all’esportatore L’esportatore ottiene da una banca un’anticipazione a tasso fisso CIRR a fronte del credito concesso da questo alla controparte estera. Su richiesta della banca, che opera con raccolta a tasso variabile, la SIMEST effettua un “intervento di stabilizzazione del tasso” in base al quale, per ciascun semestre, si calcola la differenza tra gli interessi al tasso di finanziamento della banca e gli interessi al tasso CIRR corrisposto dal debitore estero; la SIMEST paga alla banca la differenza se positiva, mentre la incassa se negativa. Credito acquirente o finanziario La banca italiana/estera (o il consorzio di banche) stipula una convenzione finanziaria con l’acquirente estero per la concessione di un credito a medio/lungo termine al tasso fisso CIRR. Mediante prelievi sulla convenzione finanziaria, l’acquirente estero regola in contanti l’esportatore italiano, contro documenti di spedizione/esecuzione della fornitura. Così come nel precedente punto B), tramite intervento di stabilizzazione la banca, a fronte della corresponsione da parte del debitore di un tasso CIRR, ottiene dalla SIMEST, in termini di ritorno sull’operazione di finanziamento, un tasso d’interesse di mercato basato sul proprio costo della raccolta a tasso variabile (Libor/Euribor) + il margine (spread). La richiesta di intervento alla SIMEST viene avanzata dalla banca finanziatrice o, nel caso di consorzio, dalla banca capofila.
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Gessica Miucci
Gessica MiucciDottoressa

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