COMPRI SU AMAZON ?

ecco cosa devi sapere per essere in regola ai fini fiscali

Con il mio lavoro di commercialista, capita spesso che i clienti mi portino fatture di acquisti fatti su Amazon e ho notato che, spesso, queste fatture arrivano sbagliate o incomplete. Sappiamo che Amazon è un colosso, ma non significa che segua gli acquisti in modo fiscalmente corretto e nemmeno che chi vende su Amazon effettui i passaggi fiscali richiesti dalla normativa.
Per questo è importante informarsi prima di acquistare, il rischio per chi compra può includere perfino il reato di contrabbando.
In questo articolo provo a fare chiarezza sull’argomento, spiegando cosa fare per non rischiare sanzioni ed essere in regola.
La prima cosa da capire bene riguarda la provenienza della merce che comprerai, la seconda è sapere chi è il fornitore.
Prima di acquistare su Amazon, chiediti:
la merce proviene dall’Unione Europea oppure da paesi extracee?
ai fini fiscali il fornitore si identifica in Paesi UE o in Italia?
  • Vediamo il caso in cui il fornitore è identificato ai fini Iva in Paesi UE e i beni, all’atto dell’acquisto, partono anch’essi da un altro Paese UE.
In questo caso se sei titolare di partita Iva il tuo acquisto è considerato “acquisto intracomunitario” con l’obbligo di integrazione della fattura di acquisto con l’Iva e la presentazione del modello INTRA.
Se sei un privato o non hai fornito la partita Iva, il fornitore applicherà nella fattura l’imposta del Paese UE dello stesso fornitore a meno che si sia identificato ai fini Iva in Italia per cui l’imposta sarà addebitata secondo l’aliquota Iva italiana.
Attenzione: se sei titolare di partita Iva devi essere iscritto all’elenco VIES per fare operazioni in ambito UE.
  • Il secondo caso è quello in cui il fornitore è extracomunitario e i beni, all’atto dell’acquisto, partono da un Paese extra-UE.
importazione extra ue acquisti amazon
In questo caso a prescindere che tu sia soggetto a Iva o sia un privato consumatore, l’operazione di acquisto è considerata “un’importazione” ed è pertanto soggetta a Iva in dogana e a eventuali dazi.
Quindi, nel caso tu riceva la fattura come titolare di partita Iva, per poterla registrare in contabilità e fruire della detrazione dell’Iva e della deduzione del costo, dovrai avere in mano:
– La fattura di acquisto del fornitore estero (con indicazione della completa ragione sociale e della tua p.iva italiana)
– La bolla doganale
– L’eventuale fattura del vettore per addebito degli oneri doganali.
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Infatti, per detrarre l’iva pagata in dogana è necessario numerare e annotare la bolletta doganale di importazione nel registro degli acquisti, mentre per dedurre il costo si registra la fattura emessa dal fornitore estero nella sola contabilità generale.
Fai molta attenzione, la maggior parte delle volte le fatture che arrivano sono sbagliate e non possono essere prese in considerazione !!!
Il mio consiglio è di verificare presso il fornitore la possibilità di ottenere la documentazione completa, ai fini di poter acquistare e rivendere la merce senza incorrere nel rischio di sanzioni fiscali. Spesso alcuni fornitori esteri (es. cinesi, Hong Kong, USA ….) trattano tutte le vendite come se fossero fatte da privati, oppure il fornitore emette fattura con partita iva ma non cura lo sdoganamento perché, ad esempio, il bene viene inviato per posta e quindi non è presente la bolla doganale.
In tal caso è tuo obbligo, come acquirente, provvedere alla regolarizzazione dell’acquisto versando l’Iva e relativi dazi doganali presso l’Agenzia delle Dogane. In caso di controlli fiscali potresti incorrere in sanzioni e addirittura rischiare il penale per il reato di contrabbando.
Non è possibile, per le importazioni, procedere all’integrazione della fattura estera come avviene per gli acquisti intracomunitari.
Nel caso di importazione da un fornitore extracomunitario e nel caso in cui i beni siano spediti da un altro Paese UE, la C.M. 23 febbraio 1994, n. 13-VII-15-464 (§ B.16.3) dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, salvo diversa disposizione della normativa del Paese UE di provenienza dei beni, il fornitore extra-UE dovrebbe identificarsi ai fini Iva in uno dei due Paesi UE di provenienza dei beni, in tal caso l’operazione diventerebbe intracomunitaria con gli adempimenti da seguire già spiegati.
Preciso infine che, qualora il fornitore extra-UE non s’identifichi in nessun Paese UE, gli obblighi relativi a tale cessione devono essere adempiuti da chi compra in Italia con l’emissione di un’autofattura (art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972).
  • Vediamo ora l’ultimo caso: comprare da un fornitore non residente (UE o extra-UE) beni già “fisicamente” presenti in Italia.
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In questo caso se i beni in vendita sono già stati precedentemente trasportati/spediti in Italia in un magazzino di consegna, il fornitore deve essere identificato in Italia e la vendita dei beni al cliente italiano dà luogo a un acquisto interno. Pertanto se sei il titolare di partita iva e se il fornitore è in altro Paese UE , dovrai integrare la fattura, mentre se il fornitore è stabilito in un Paese extra-UE dovrai emettere un autofattura (art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972).
Se invece acquisti come privato consumatore, dovresti ricevere una fattura con addebito dell’IVA da parte della posizione Iva italiana del fornitore (UE o extra-UE).

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Quando acquistiamo on line su Amazon, spesso veniamo catturati dai prezzi competitivi offerti dai produttori extra ue.
Per non incorrere nel reato di contrabbando ed effettuare i corretti adempimenti fiscali dobbiamo preventivamente conoscere come verrà gestita la fatturazione da amazon.
Pur essendo un colosso, Amazon sbaglia nella emissione delle fatture e, il più delle volte omette quella doganale.
Amazon dichiara di assumersi l’onere delle spese doganali, ma non rilascia fattura sullo sdoganamento.
Scopri come fare per non sbagliare con in consigli della Dott.sa Gessica Miucci.

By |2018-09-20T16:10:01+00:00maggio 5th, 2018|adempimenti fiscali|0 Commenti

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Laureata in Economia e Commercio, iscritta all'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Pesaro e Urbino dal 2004
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