Cosa succede se non pago le imposte ?
I contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi percepiti nell’anno 2015 devono versare le imposte a titolo di saldo e acconti per il 2016, utilizzando il Modello F24, entro:
  • • Il 16 giugno (prorogato al 6 luglio per contribuenti soggetti a studi di settore e minimi) senza la maggiorazione dello 0,4%, in unica soluzione o come 1° rata delle possibili 6.• Il 16 luglio (prorogato fino al 22 agosto per contribuenti soggetti a studi di settore e minimi) con la maggiorazione dello 0,4% in unico soluzione o come prima rata delle 5.• Il 30 novembre unica rata per il secondo acconto
La trasmissione della dichiarazione dei redditi deve essere effettuata in via telematica entro il 30 settembre del 2016.
Ricorda: i titolari di partita Iva sono sempre obbligati a presentare la dichiarazione anche se i redditi sono pari a zero.

Cosa succede se non si presenta la dichiarazione dei redditi?

Si ricorda che c’è la possibilità di presentare comunque la dichiarazione anche “tardivamente” entro il 29 dicembre di ogni anno (90 gg dalla scadenza). Passato tale termine la dichiarazione diventa OMESSA.

L’omessa presentazione della dichiarazione ha delle gravi conseguenze perché legittima gli uffici ad irrogare sanzioni ed a procedere con accertamenti induttivi per la ricostruzione del reddito presunto.

Le imposte si possono rateizzare?

Il saldo ed il primo acconto delle imposte in scadenza dal 16 giugno 2016 possono essere rateizzate fino al massimo 6 rate, mentre il secondo acconto, in scadenza il 30 novembre 2016, va versato in unica soluzione.

Cosa succede se non pago le imposte nei termini?

NON PREOCCUPARTI CI SONO DIVERSE ALTERNATIVE
Utilizzando lo strumento del ravvedimento operoso si può rimediare spontaneamente al mancato versamento, beneficiando di una riduzione delle sanzioni applicabili e versando degli interessi al tasso legale a seconda del tempo di versamento (ravvedimento sprint, breve, intermedio, lungo e ultrannuale).
La tabella che segue fornisce un quadro riepilogativo delle sanzioni sui tardivi versamenti:

PRIMA ALTERNATIVA

Ravvedimento Operoso D. Lgs. 472/97
Entità del ritardo Sanzione Riduzione da ravvedimento Percentuale ridotta a seguito di ravvedimento
sino a 14 giorni 1%- 14% (1/15 per giorno di ritardo)/10 0,1%- 1,4%
da 15 a 30 giorni 15% 1/10 1,5%
da 31 a 90 giorni 15% 1/9 1,66%
dal 91° giorno all’anno dalla violazione o entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione 30% 1/8 3,75%
entro 2 anni dalla violazione o entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione 30% 1/7 4,28%
 oltre 2 anni dalla violazione oppure oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno 1/5 successivo a quello in cui è stata commessa la violazione 30%  1/6  5%
Se la sanatoria avviene dopo la constatazione della violazione nel “PVC” 30% 1/5 6%
Affinché il ravvedimento operoso sia perfezionato è necessario versare, oltre al tributo ed alla sanzione ridotta, anche gli interessi legali, attualmente pari allo 0,2% annuo.

SECONDA ALTERNATIVA

Non pago neanche con il ravvedimento operoso ed aspetto che l’Agenzia delle Entrate mi invii l’avviso bonario applicando la sanzione del 10% sulla vera sorte e i relativi interessi legali.
Ricorda: l’emissione dell’avviso impedisce al contribuente la possibilità di ricorrere al (più vantaggioso) ravvedimento operoso
L’avviso bonario, va pagato integralmente oppure se rateizzato, va pagata la prima rata entro 30 giorni dalla ricezione dello stesso, se invece l’avviso bonario è arrivato all’intermediario, va pagato entro 90 giorni da quando è stato ricevuto sulla piattaforma entratel.
L’avviso bonario può essere rateizzato per importi fino a € 5.000 euro sino ad 8 rate trimestrali, per importi superiori a 5.000 euro il numero massimo è di 20 rate trimestrali.

Entro quanto tempo arriva di solito l’avviso bonario?

L’avviso viene generalmente inviato entro l’anno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi.
Barrare in dichiarazione la ricezione dell’invio all’intermediario consente di allungare il termine di pagamento di 60 giorni.

Cosa succede se non pago una rata dell’avviso bonario?

L’articolo 3-bis del D.Lgs n. 462/1997 prevede, per tutti gli avvisi bonari, che il mancato pagamento della prima rata, entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione (o 90 giorni se l’avviso è arrivato all’intermediario), od anche di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, fa decadere dalla rateazione con l’automatica iscrizione a ruolo di tutte gli importi non ancora versati.

L’agente della riscossione provvederà così all’emissione di una cartella di pagamento nella quale verranno iscritti a ruolo gli importi a titolo di imposta, interessi e sanzioni oltre all’aggio di emissione.

C’è la possibilità di sanare il mancato pagamento della rata?

Il debitore che omette il versamento di una rata diversa dalla prima può regolarizzare la situazione pagando l’importo dovuto entro la scadenza della rata successiva, maggiorato degli interessi legali e della sanzione ridotta, variabile in ragione del ritardo con il quale avviene il versamento.

In tal caso la rateazione risulta ancora valida

In caso contrario si decade dal beneficio della rateazione ed il debito viene iscritto ruolo e notificata la cartella di pagamento da parte dell’Agente della riscossione.
La novità introdotta dal D. Lgs. 159/2015 consiste nell’introduzione dell’ipotesi di “lieve inadempimento”, a seguito del quale il contribuente può evitare la decadenza dall’agevolazione delle sanzioni ridotte nonostante la tardività o la parziale omissione del pagamento.

In particolare, viene prevista l’esclusione dalla decadenza della rateazione qualora il versamento della rata è insufficiente per una frazione non superiore al 3% e in ogni caso a €. 10.000 euro. L’omissione è reiterabile: per cui se il contribuente incorre più volte in questa lieve violazione, con riferimento ad una pluralità di rate, ciò non comporta la perdita del beneficio del termine.

Ricorda: la prima rata va sempre pagata entro la scadenza prevista altrimenti la rateazione non si perfeziona!

Grazie all’introduzione del “lieve inadempimento” se il versamento della prima rata è stato eseguito con un ritardo non superiore a sette giorni la rateazione non decade.

Attenzione però per le rate successive alla prima, non vi è tolleranza alcuna sui tempi di pagamento: in pratica, se il contribuente versa una delle rate successive alla prima con un ritardo anche di un solo giorno rispetto alla scadenza della rata immediatamente seguente, la dilazione decade.

TERZA ALTERNATIVA

Non pago neanche l’avviso bonario e attendo che il debito venga iscritto a ruolo da Equitalia che procederà con l’invio della cartella di pagamento.  Anche in tal caso posso procedere a richiedere la rateazione direttamente all’Equitalia a condizione che si rispettino determinati indici previsti dalla legge fino ad un massimo di 120 rate mensili. In tal caso la sanzione da pagare è piena quindi pari al 30% della vera sorte oltre gli interessi e i compensi di riscossione di spettanza Equitalia pari all’8%.

Cosa succede se dopo aver chiesto la rateazione ad Equitalia non riesco a pagare le rate?

Occorre ricordare che per le rateizzazioni concesse dal 22 ottobre 2015, subentra la decadenza nel caso di mancato versamento di 5 rate del piano di dilazione, anche non consecutive. Alla 5 ^ omissione, scatta automaticamente la revoca.

Per le rateazioni, concesse prima del 22 ottobre 2015, la decadenza si verifica con il mancato pagamento di 8 rate.

Il contribuente non potrà più richiedere un ulteriore rateizzazione e il debito residuo dovrà essere pagato in unica soluzione.

Cosa si rischia se non si pagano le cartelle o si decade dalla rateazione?

L’agente della riscossione (Equitalia) può agire in modi che la legge ha via via reso più potenti ed incisivi, e rifarsi sui beni del debitore con provvedimenti esecutivi come il fermo amministrativo delle autovetture, l’ipoteca o il pignoramento sugli immobili con successiva vendita coatta, nonché il pignoramento dei conti bancari, il pignoramento del quinto dello stipendio o di crediti vantati da terzi.
La cartella, infatti, è un “titolo esecutivo” al pari di una cambiale impagata o di una sentenza divenuta definitiva.
Nota bene:
E’ essenziale ritirare sempre gli atti perché trascorsi 8 gg dalla consegna della cartolina la notifica si perfeziona e la cartella si dà per ricevuta.

A partire dal 2015 Equitalia ha introdotto la notifica delle cartelle a mezzo posta elettronica certificata (PEC) per i titolari di partita Iva.

Cosa succede se non pago imposte

Cosa succede se non pago imposte Ecco le possibili alternative

Ecco le possibili alternative quando non pago in tempo, se non ho liquidità ma sopratutto cosa succede ?
Le possibili alternative, se alla scadenza fiscale di Agosto la mia attività non può far fronte alla cosiddetta obbedienza fiscale, consistono esclusivamente nella proroga dei termini.
Il fisco per chi non ottempera in tale data offre un ventaglio di proposte, le quali gravano di interessi che crescono col tempo.
Per una corretta gestione della pratica, senza incorrere in sanzioni, richiedi ora una consulenza allo studio Miucci di Fano.

By | 2017-11-15T08:03:06+00:00 agosto 10th, 2016|News|0 Commenti

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Laureata in Economia e Commercio, iscritta all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Pesaro e Urbino dal 2004